Decreto Agosto 2020 cassa integrazione, 18 settimane di proroga?

Di seguito le ultime notizie sulla possibile proroga di 18 settimane della cassa integrazione.

Secondo il nuovo Decreto di Agosto al vaglio del governo, quasi sicuramente, approverà un’altra proroga di ben 18 settimane. Questa misura, però, potrebbe essere esclusivamente selettiva, ovvero può riguardare solamente le aziende che hanno subito delle grandi flessioni, per quanto riguarda il fatturato, nel 2019. Questo decreto di agosto verrà finanziato da un terzo scostamento di bilancio, dal valore di venticinque miliardi di euro.

Come funziona la cassa integrazione in deroga?

Come funziona la cassa integrazione è ormai chiaro a tutti, in realtà la cassa integrazione non è lo strumento più adatto per far fronte all’emergenza legata al covid-19 ma come potrai leggere più avanti i consulenti del lavoro da Marzo 2020 sostenevano che il governo avesse dovuto creare un ammortizzatore sociale unico invece così non è stato e nelle prime fasi avevamo in Italia oltre 20 tipologie di domande di cassa integrazione in deroga una per ogni regione, poi avevamo FSBA per gli artigiani il FIS per le aziende superiori a 5 dipendenti e poi le casse ordinare.

Tutti questi strumenti non hanno prodotto i risultati annunciati dal Governo e dall’Inps ma nonostante tutte le difficoltà e i limiti che si sono mostrati durante questa grave crisi, la cassa integrazione è riuscita a supportare un minimo e far sopravvivere numerose aziende e famiglie. Quindi il Governo ha dovuto, quasi obbligatoriamente, prolungare diverse volte questo periodo, per le difficoltà economiche che si sono verificate durante l’emergenza. Il lungo lockdown, infatti, ha pesato gravemente sulle tasche degli italiani.

Ora come ora, sono diciotto le settimane sulla quale molte aziende possono supportarsi. Sono molti ad avere dubbi sul fatto che possa cambiare qualcosa entro la fine dell’anno, infatti i sindacati chiedono che la cassa integrazione sia estesa fino alla fine del 2020, insieme al blocco dei licenziamenti. Il Governo è a lavoro anche sulla realizzazione di una riforma sugli ammortizzatori sociali da tempo sollecitata dai consulenti del lavoro.

Ammortizzatore sociale unico la risposta dei consulenti del lavoro

Necessario adottare strumenti straordinari per rispondere ad una emergenza eccezionale come quella tuttora in corso. È quanto hanno ribadito ieri 29/07/2020 dai Consulenti del Lavoro riuniti in Piazza di Monte Citorio per presentare ai parlamentari le loro proposte in materia di ammortizzatori sociali e mettere in luce tutte le criticità emerse in questi mesi e che hanno visto proliferare testi normativi spesso incongruenti e circolari intempestive.

Le misure con cui rispondere alla crisi, suggerite nel Dossier preparato in occasione della mobilitazione, passano dall’individuazione di un Ammortizzatore sociale unico con causale Covid-19 per tutte le indennità collegate all’emergenza sanitaria; dalla predisposizione di un quadro normativo chiaro e stabile e di procedure informatiche semplici e, infine, dalla creazione di una “cabina di regia” di alto valore tecnico-giuridico.

I numeri dei provvedimenti approvati in materia di ammortizzatori emergenziali – sottolinea la Categoria – sono, infatti, impressionanti: 12 leggi e decreti-legge, 16 decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri e 36 circolari e messaggi Inps contenenti indicazioni operative.

Sono 1,9 milioni le imprese che hanno richiesto gli ammortizzatori sociali (su 4,4 milioni totali di imprese) e 8 milioni i lavoratori beneficiari (su 13,8 milioni di dipendenti impiegati nel settore privato).

In questo contesto normativo così complesso e frammentato, i Consulenti del Lavoro hanno lavorato costantemente, giorno e notte, per la presentazione di oltre 1.650.000 istanze di ammortizzatori che hanno coinvolto 6.800.000 lavoratori.

Fonte: consulentidellavoro.it

==>> Scarica le inforgrafiche manifestazione 29/07/2020  <<==

Conclusioni

La nostra speranza è che, in questo momento di grave difficoltà per tutto il Paese, venga pubblicata una legislazione di riferimento decisamente più chiara e fruibile per tutti. Infatti le stesse indicazioni dell’INPS soffrono di questo effetto portando i lavoratori italiani, che potrebbero andare incontro alla disoccupazione, a vagare nella confusione senza poter beneficiare ott