Il bonus di 100 euro in busta paga, applicato a partire dal mese di luglio, presenta alcune differenze rispetto al bonus Renzi di 80 euro. In questa sede, verranno analizzate le diversità tra il bonus Renzi, rimasto in vigore fino a giugno 2020, e il nuovo bonus di 100 euro, erogato in busta paga a determinate categorie di lavoratori.

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Bonus di 100 euro in busta paga: differenze con il bonus Renzi

L’introduzione del bonus di 100 euro ha sostituito il cosiddetto bonus Renzi di 80 euro; entrambi hanno lo scopo di ridurre il cuneo fiscale, in favore di alcune categorie di lavoratori che percepiscono una busta paga di un importo che rientra nei parametri stabiliti dalla legge.

Per quanto concerne, invece, gli elementi di differenziazione tra il bonus di 100 euro e il bonus Renzi, questi riguardano sia le categorie dei beneficiari, sia gli importi minimi e massimi che consentono la titolarità del bonus, contabilizzato dal datore di lavoro in favore del lavoratore direttamente in busta paga.

Se il bonus Renzi prevedeva, nella sua ultima versione, un importo massimo di 960 euro annui per i dipendenti che percepivano un reddito lordo non inferiore a 8.174 euro ma non superiore a 24.600 euro, con un ulteriore limite esteso a 26.600 euro con una diminuzione progressiva del credito IRPEF, il bonus di 100 euro in busta paga che lo ha sostituito include una platea più ampia di contribuenti, che a partire dal mese di luglio hanno avuto più potere d’acquisto, con la busta paga di un importo più elevato.

Infatti, il nuovo limite reddituale, per fruire del bonus di 100 euro, è stato fissato a 28.000 euro lordi annui per fruire del bonus al 100%, come vedrai più avanti il bonus dimunisce con l’aumento del reddito annuo lordo  Ciò si traduce in un aumento notevole dei lavoratori che, a partire dalla busta paga di luglio 2020, hanno percepito una busta paga più sostanziosa.

Oltre a un innalzamento delle soglie di reddito ammesse alla fruizione del beneficio fiscale, l’importo erogato è più alto rispetto a quello istituito all’epoca del governo Renzi.

Dal punto di vista pratico, spettava al lavoratore l’onere di calcolare il proprio reddito annuo, con la facoltà di inviare, al proprio datore di lavoro, un modulo recante un’espressa rinuncia, per l’anno fiscale in corso, al bonus Renzi, in quanto al di sopra o al di sotto delle soglie stabilite per legge.

In fase di conguaglio fiscale , nel periodo compreso tra dicembre e gennaio di ogni anno, è capitato spesso che i non aventi diritto abbiano dovuto restituire in tutto o in parte il bonus goduto e non spettante. La restituzione avviene mediante trattenuta in busta paga nel mese di paga di Dicembre.

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I punti chiave del bonus di 100 euro in busta paga

Rispetto al vecchio bonus Renzi, quindi, il nuovo taglio del cuneo fiscale garantisce a un numero più elevato di lavoratori dipendenti l’erogazione del bonus.
Le nuove soglie di reddito stabilite dalla Legge Finanziaria 2020 rimangono le medesime solo per quanto riguarda l’importo minimo di 8.174 euro annui. Chi percepisce un ammontare inferiore non ha diritto al bonus; per gli stipendi compresi tra gli 8.174 e i 28.000 euro lordi annui, spettano 100 euro di bonus in busta paga.

Per i redditi nella fascia compresa tra i 28.000 e i 35.000 euro, il bonus è parametrizzato in base alla sua prossimità alla soglia più alta e può abbassarsi fino a 80 euro.

Lo stesso discorso vale per i redditi che si collocano in un range compreso tra i 35.000 e i 40.000 euro: per tali fasce, l’ammontare del bonus diminuisce ulteriormente, fino a essere di 0 euro per chi raggiunge la soglia massima.

Oltre i 40.000 lordi annui, il bonus non è erogato, in quanto non spettante.

Quali sono gli effetti del bonus di 100 euro in busta paga

Dal punto di vista pratico, una platea più ampia di lavoratori ha avuto a disposizione, a partire dalla busta paga di luglio 2020, un importo più alto, poiché il cuneo fiscale è stato ridotto.

Alcune categorie di dipendenti hanno notato in misura piuttosto limitata tale cambiamento; è il caso di coloro che percepiscono un reddito non superiore ai 24.800 euro annui e a cui spettano 20 euro netti in più ogni mese.

La realtà cambia per chi dispone di un reddito annuo lordo superiore ai 24.800 ma inferiore a 26.600 euro poiché; se, prima, l’importo del bonus era inferiore a 80 euro, ora è di 100 euro netti in busta paga.

I dipendenti che percepiscono più di 26.600 euro hanno riscontrato una variazione notevole in loro favore; infatti, se con il bonus Renzi erano tagliati fuori dal beneficio fiscale, ora hanno diritto a ricevere 100 euro netti aggiuntivi in busta paga.

Un’altra novità, introdotta per fronteggiare gli effetti negativi del Covid-19 sulle finanze di molti lavoratori, riguarda l’inserimento di una condizione di miglior favore, nei confronti di coloro che si trovano in una situazione di incapienza e che, quindi, dovrebbero restituire il bonus erroneamente ricevuto.

Solo per il 2020, i contribuenti che, a seguito di conguaglio, si trovassero a dover restituire in tutto o in parte il bonus, ne saranno esentati.

Questa regola, che si riferisce tassativamente solo all’anno in corso, riguarda sia il vecchio bonus Renzi che quello di 100 euro.