Il bonus di 100 euro in busta paga anche nel 2021

In questo articolo troverai i seguenti paragrafi scorri tutto l’articolo per leggerli tutti e se l’articolo ti è piaciuto non dimenticare di commentarlo o invialo ai tuoi amici:

  • Bonus di 100 euro in busta paga: differenze con il bonus Renzi

  • I punti chiave del bonus di 100 euro in busta paga

  • Quali sono gli effetti del bonus di 100 euro in busta paga

  • Lettera comunicazione richiesta o rinuncia al bonus 100 euro per dipendenti

Il bonus di 100 euro in busta paga applicato a partire dal mese di luglio 2020, presenta alcune differenze rispetto al bonus Renzi di 80 euro. In questa sede, verranno analizzate le diversità tra il bonus Renzi, rimasto in vigore fino a giugno 2020, e il nuovo bonus di 100 euro, erogato in busta paga a determinate categorie di lavoratori.

Abbiamo aggiornato questo articolo perchè ci sono buone notizie anche per il 2021, viene confermato l’aumento netto in busta paga pari a 100 euro anche se in alcuni casi la quota mensile può diminuire se il reddito supera determinate soglie scopri di più scorrendo questo articolo.

Se stai leggendo questo articolo potresti essere interessato a verificare la tua busta paga scopri subito di cosa si tratta oppure scegli una consulenza per dipendenti one to one con un consulente del lavoro UPWARD® se invece stai pensando di recedere volontariamente dal tuo rapporto di lavoro non puoi non vedere il nostro servizio di dimissioni online.

Bonus di 100 euro in busta paga: differenze con il bonus Renzi

L’introduzione del bonus di 100 euro ha sostituito il cosiddetto bonus Renzi di 80 euro; entrambi hanno lo scopo di ridurre il cuneo fiscale, in favore di alcune categorie di lavoratori che percepiscono una busta paga di un importo che rientra nei parametri stabiliti dalla legge.

Per quanto concerne, invece, gli elementi di differenziazione tra il bonus di 100 euro e il bonus Renzi, questi riguardano sia le categorie dei beneficiari, sia gli importi minimi e massimi che consentono la titolarità del bonus, contabilizzato dal datore di lavoro in favore del lavoratore direttamente in busta paga.

Se il bonus Renzi prevedeva, nella sua ultima versione, un importo massimo di 960 euro annui per i dipendenti che percepivano un reddito lordo non inferiore a 8.174 euro ma non superiore a 24.600 euro, con un ulteriore limite esteso a 26.600 euro con una diminuzione progressiva del credito IRPEF, il bonus di 100 euro in busta paga che lo ha sostituito include una platea più ampia di contribuenti, che a partire dal mese di luglio hanno avuto più potere d’acquisto, con la busta paga di un importo più elevato.

Infatti, il nuovo limite reddituale, per fruire del bonus di 100 euro, è stato fissato a 28.000 euro lordi annui per fruire del bonus al 100%, come vedrai più avanti il bonus dimunisce con l’aumento del reddito annuo lordo  Ciò si traduce in un aumento notevole dei lavoratori che, a partire dalla busta paga di luglio 2020, hanno percepito una busta paga più sostanziosa.

Oltre a un innalzamento delle soglie di reddito ammesse alla fruizione del beneficio fiscale, l’importo erogato è più alto rispetto a quello istituito all’epoca del governo Renzi.

Dal punto di vista pratico, spettava al lavoratore l’onere di calcolare il proprio reddito annuo, con la facoltà di inviare, al proprio datore di lavoro, un modulo recante un’espressa rinuncia, per l’anno fiscale in corso, al bonus Renzi, in quanto al di sopra o al di sotto delle soglie stabilite per legge.

In fase di conguaglio fiscale , nel periodo compreso tra dicembre e gennaio di ogni anno, è capitato spesso che i non aventi diritto abbiano dovuto restituire in tutto o in parte il bonus goduto e non spettante. La restituzione avviene mediante trattenuta in busta paga nel mese di paga di Dicembre.

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I punti chiave del bonus di 100 euro in busta paga

Rispetto al vecchio bonus Renzi, quindi, il nuovo taglio del cuneo fiscale garantisce a un numero più elevato di lavoratori dipendenti l’erogazione del bonus.
Le nuove soglie di reddito stabilite dalla Legge Finanziaria 2020 rimangono le medesime anche per il 2021 solo per quanto riguarda l’importo minimo di 8.174 euro annui. Chi percepisce un ammontare inferiore non ha diritto al bonus; per gli stipendi compresi tra gli 8.174 e i 28.000 euro lordi annui, spettano 100 euro di bonus in busta paga.

Per i redditi nella fascia compresa tra i 28.000 e i 35.000 euro, il bonus è parametrizzato in base alla sua prossimità alla soglia più alta e può abbassarsi fino a 80 euro.

Lo stesso discorso vale per i redditi che si collocano in un range compreso tra i 35.000 e i 40.000 euro: per tali fasce, l’ammontare del bonus diminuisce ulteriormente, fino a essere di 0 euro per chi raggiunge la soglia massima.

Oltre i 40.000 lordi annui, il bonus non è erogato, in quanto non spettante.

Quali sono gli effetti del bonus di 100 euro in busta paga

Dal punto di vista pratico, una platea più ampia di lavoratori ha avuto a disposizione, a partire dalla busta paga di luglio 2020, un importo più alto, poiché il cuneo fiscale è stato ridotto.

Alcune categorie di dipendenti hanno notato in misura piuttosto limitata tale cambiamento; è il caso di coloro che percepiscono un reddito non superiore ai 24.800 euro annui e a cui spettano 20 euro netti in più ogni mese.

La realtà cambia per chi dispone di un reddito annuo lordo superiore ai 24.800 ma inferiore a 26.600 euro poiché; se, prima, l’importo del bonus era inferiore a 80 euro, ora è di 100 euro netti in busta paga.

I dipendenti che percepiscono più di 26.600 euro hanno riscontrato una variazione notevole in loro favore; infatti, se con il bonus Renzi erano tagliati fuori dal beneficio fiscale, ora hanno diritto a ricevere 100 euro netti aggiuntivi in busta paga.

Un’altra novità, introdotta per fronteggiare gli effetti negativi del Covid-19 sulle finanze di molti lavoratori, riguarda l’inserimento di una condizione di miglior favore, nei confronti di coloro che si trovano in una situazione di incapienza e che, quindi, dovrebbero restituire il bonus erroneamente ricevuto.

Solo per il 2020, i contribuenti che, a seguito di conguaglio, si trovassero a dover restituire in tutto o in parte il bonus, ne saranno esentati.

Questa regola, che si riferisce tassativamente solo all’anno in corso, riguarda sia il vecchio bonus Renzi che quello di 100 euro.

Lettera comunicazione richiesta o rinuncia al bonus 100 euro per dipendenti

Ora che  hai una panoramica generale sul bonus fiscale di 100 euro potresti aver bisogno di richiedere il bonus o di rinunciare allo stesso per tutta una serie di motivi che variano da dipendente a dipendente.

Per questo motivo pubblichiamo un testo che puoi copiare e incollare in un file word per poi presentare l’istanza al tuo datore di lavoro sperando che ti sia utile per la gestione del tuo rapporto di lavoro. Se l’articolo ti è piaciuto non dimenticare di commentarlo o invialo subito ai tuoi amici se invece vuoi dei consigli o una consulenza da parte di un nostro consulente del lavoro compra subito il servizio.

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Lettera comunicazione richiesta o rinuncia al bonus 100 euro per dipendenti

COMUNICAZIONE AI FINI DELL’EROGAZIONE DEL TRATTAMENTO INTEGRATIVO E DEL RICONOSCIMENTO DELL’ULTERIORE DETRAZIONE PER I REDDITI DI LAVORO DIPENDENTE E ASSIMILATI DI CUI AGLI ARTT. 1 E 2 DEL DL N. 3/2020

Con riferimento al diritto all’erogazione in busta paga del trattamento integrativo (previsto in caso di reddito complessivo non superiore a 28.000 euro) e al riconoscimento dell’ulteriore detrazione (prevista in caso di reddito complessivo superiore a 28.000 ma non a 40.000 euro), introdotti dalla succitata disposizione e spettanti per l’anno 2021 (*), nel rispetto delle previste modalità attuative, per le prestazioni rese dal 1° gennaio 2021,

io sottoscritto ________________, codice fiscale _________________, dipendente/collaboratore dell’Azienda _________,

COMUNICO

 

  • di richiedere la non applicazione del beneficio, perché:
    • presumo che nell’anno 2021 il mio reddito complessivo sarà superiore ad euro 40.000;
    • scelgo di richiedere il beneficio ad altro mio contestuale datore di lavoro;
    • ritengo che ricorrano ulteriori condizioni utili alla non applicabilità;
  • che presumibilmente in corso d’anno percepirò ulteriori redditi pari ad euro ……………, aggiuntivi rispetto a quelli derivanti dal rapporto con codesta Azienda, non precedentemente comunicati.

Chiedo che degli stessi ulteriori redditi si tenga conto non soltanto al fine della erogazione / spettanza di questo beneficio, ma anche per il calcolo e l’attribuzione delle detrazioni previste dagli artt. 12 e 13 del TUIR, con ciò adempiendo all’obbligo di comunicare tempestivamente le variazioni delle condizioni rilevanti al fine della relativa spettanza, ex art. 23, co. 2, lett. a) D. P. R. 600/1973;

  • di richiedere l’applicazione del beneficio solo in sede di conguaglio;
  • di richiedere l’applicazione del beneficio mensilmente.

Data                                                                                                                           In fede……………….

(*)  L’importo del trattamento integrativo per l’anno 2021 è pari a 1.200 euro, rapportato al periodo di lavoro.

L’importo dell’ulteriore detrazione per l’anno 2021 è pari a:

  1. a) 960 euro, aumentata del prodotto tra 240 euro e l’importo corrispondente al rapporto tra 35.000 euro, diminuito del reddito complessivo, e 7.000 euro, se l’ammontare del reddito complessivo è superiore a 28.000 euro ma non a 35.000 euro;
  2. b) 960 euro, se il reddito complessivo è superiore a 35.000 euro ma non a 40.000 euro; la detrazione spetta per la parte corrispondente al rapporto tra l’importo di 40.000 euro, diminuito del reddito complessivo, e l’importo di 5.000 euro.

L’importo spettante è rapportato al periodo di lavoro.

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