Cosa è la cassa colf, quanto costa e come si fa la busta paga

In una nazione che si rispetti è giusto e doveroso mettere a disposizione dei propri cittadini e in particolare dei propri lavoratori delle misure che vanno a fornire assistenza a ogni tipologia di categoria.
In particolare, il lavoratore domestico iscritto alla Cassa Colf avrà il diritto ad avere una serie di prestazioni che si vanno ad aggiungere a quelle già fornite dalle prestazioni pubbliche.

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Che cosa è la Cassa Colf?

Il Contratto Collettivo Nazionale del Lavoro Domestico ha istituito la Cassa Colf per assicurare dei servizi e delle prestazioni sia ai lavoratori domestici sia ai datori di lavoro che risultano iscritti a tale strumento.
La misura è stata pensata per fornire, in particolare dei servizi relativi ai trattamenti assistenziali sanitari e assicurativi.

Il datore di lavoro ha l’obbligo, attraverso la stipulazione di un contratto regolare, di effettuare l’iscrizione e di versare i contributi richiesti dalla legge al lavoratore domestico.
La cassa Colf è a carico sia del datore di lavoro che del dipendente, potendo così entrambi usufruire dei servizi offerti. È ovvio che tale situazione resta valida solo nel caso in cui i contributi siano versati regolarmente secondo le percentuali e le tempistiche previste da questo strumento.

Inoltre i dipendenti, nonché i datori di lavoro, devono essere regolarmente iscritti alla Cassa Colf e solo dopo essere iscritti e versando le quote da quel momento in poi tutti i lavoratori potranno beneficiare delle prestazioni previste dall’assistenza contrattuale. Alcune prestazioni però richiederanno un minimo di rate da versare per avere diritto ad alcune indennità.

Quali sono le prestazioni sanitarie che può richiedere un dipendente?

I lavoratori che risultano iscritti alla Cassa Colf possono richiedere, attraverso la compilazione di un apposito modulo, assistenza per numerose categorie di prestazioni sanitarie.
Successivamente saranno descritte le principali tipologie di assistenza.

Convalescenza e ticket sanitari riguardanti un classico ricovero o quello derivante da forme oncologiche

I dipendenti che necessitano di un ricovero ospedaliero o di un periodo di convalescenza possono ottenere una diaria di 30 euro al giorno.
Nel caso in cui si tratti di una richiesta derivante da problematiche dovute a forme oncologiche si può richiedere un rimborso pari ad un massimo di 30 giorni sia per quanto concerne il ricovero ospedaliero, sia per quanto afferisce la convalescenza successiva di cui si necessita.

Invece, se il ricovero è dovuto a un’altra tipologia di malattia si può richiedere il rimborso per un massimo di 20 giorni, mentre è previsto un limite di 15 giorni per la convalescenza dovuta al ricovero.

Escludendo tutte le visite generiche e quelle relative agli esami sviluppati in laboratorio, gli interessanti hanno diritto a un’esenione del ticket sanitario pari a 300 euro nel caso in cui si debba affrontare una classica malattia. Questo compenso sale alla quota di 500 euro, se si tratta di una malattia derivante da forme oncologiche.

Indennità previste per importanti interventi e per i relativi trattamenti fisioterapici successivi

Le persone iscritte alla Cassa Colf hanno diritto a un rimborso pari alla cifra di 1000 euro nel caso in cui devono essere sottoposti a gravi e importanti interventi chirurgici.
Per garantire al lavoratore una funzionale ripresa delle attività domestiche è prevista anche un’indennità di 250 euro per effettuare tutti i trattamenti fisioterapici necessari al fine di ritrovare la migliore forma fisica.
Inoltre, se il dipendente dovesse necessitare di eventuali protesi o di ausili medici ortopedici può ottenere degli ulteriori 1000 euro annui per effettuare l’acquisto dei dispositivi essenziali per la propria salute.

Rimborso spese per il periodo di gravidanza e per i figli neonati di lavoratori iscritti alla Cassa Colf

Le donne che risultano iscritte possono richiedere un rimborso di 1000 euro per effettuare le spese sanitarie nel periodo di gravidanza.
La Cassa Colf mette a disposizione dei propri iscritti anche uno strumento di indennità riguardante i figli dei lavoratori che devono sostenere un intervento chirurgico nel primo anno di età. In questo caso, vista la situazione estremamente particolare e delicata, il rimborso previsto è di 5000 euro. Lo stesso potrà essere utilizzato sia per effettuare gli interventi chirurgici sia per pagare il pernottamento al genitore che accompagna il proprio figlio in questo tortuoso percorso.

Prestazioni sanitarie aggiuntive erogate da Unisalute

I lavoratori avranno la possibilità di sfruttare i servizi offerti da numerose strutture private operanti sul territorio italiano.
In particolare si possono ottenere delle prestazioni legate all’alta specializzazione (massimo 1000 euro), alle visite specialistiche (per un massimo di sette visite annue), nonché a particolari prestazioni odontoiatriche.
In quest’ultimo caso la cifra messa a disposizione varia in base al numero di impianti applicati. Saranno erogati 600 euro per l’applicazione di un solo impianto; 1200 euro per due impianti; 2100 euro per l’applicazione di tre o più impianti.

Risulta evidente che per avere accesso a tutte queste importanti tipologie di indennità è obbligatorio che l’iscrizione alla Cassa Colf e di conseguenza il versamento dei contributi risultino essere perfettamente in regola.

Come funziona il versamento dei contributi della Cassa Colf?

Innanzitutto è doveroso sottolineare che il datore di lavoro ha la responsabilità di iscrivere se stesso e il proprio dipendente alla Cassa Colf.
Di conseguenza il titolare avrà l’obbligo di versare tutti i contributi richiesti dalla normativa di riferimento.
L’attuale contributo da versare, redatto dal Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro, è pari a 0,06 euro per ogni ora di lavoro svolta. La somma da versare risulta essere così divisa: il datore di lavoro deve versare una cifra di 0,04 euro, mentre il dipendente è tenuto a pagare un corrispettivo di 0,02 euro.

Per accedere ai servizi elencati in precedenza devono essere versati in un anno almeno 25 euro di contributi. È opportuno specificare che la somma minima dei 25 euro può essere raggiunta anche se si considerano più rapporti di lavoro. La cosa importante è che i contratti di lavoro appartengono allo stesso anno di riferimento. Bisogna, inoltre, precisare che per avere accesso ai vari contributi e alle varie indennità previste dalla legge si devono versare i contributi entro e non oltre i termini di scadenza.

Infine ma non da ultimo a nostro avviso pagare la cassa colf ha un costo irrisorio se si considerano tutte le prestazione e indennità previste, contattaci per regolarizzare la posizione lavorativa dei tuoi collaboratori domestici con la cassa colf. Pagare la cassa colf è un obbligo previsto dal contratto nazionale per cui essere in regola è importante per non incorrere in sanzioni a anche rivendicazioni future da parte del dipendente.

Quali sono le modalità di versamento dei contributi?

Il versamento dei contributi deve avvenire con cadenza trimestrale, ovvero in concomitanza con i contributi previdenziali dell’INPS.La somma da versare sarà calcolata moltiplicando le ore di lavoro svolte per 0,06 euro. È molto importante inserire sul bollettino il codice F2 che certifica l’avvenuta iscrizione alla Cassa Colf. I pagamenti dei contributi, versati in maniera obbligatoria dal datore di lavoro, possono essere effettuati attraverso varie tipologie di pagamento.

Il metodo di pagamento maggiormente utilizzato in questo settore è quello che avviene tramite PagoPa. Al termine della procedura si ha la possibilità di scegliere se completare il pagamento attraverso un qualsiasi Istituto o provvedere allo stesso sul portale online dell’INPS. I datori di lavoro hanno l’opportunità di effettuare il versamento attraverso altre tipologie come il trasferimento di denaro effettuato tramite i servizi online offerti dalla banca o il pagamento presso le tabaccherie che presentano il logo Reti Amiche.

Qualsiasi sia la metodologia di pagamento scelta, il datore di lavoro è tenuto a consegnare una copia della ricevuta al proprio dipendente.
Per non incorrere in errori è opportuno informarsi al meglio per effettuare nel migliore dei modi la compilazione della busta paga.

Come compilare una busta paga con Cassa Colf?

La busta paga per una Colf deve riportare tutte le informazioni fondamentali del contratto di lavoro ma non sempre in essa si trova qualche riferimenti relativo alla cassa colf. Di seguito però riportiamo una sintesi di come è fatta una busta paga per una colf:

Frontespizio

Nella parte di destra del frontespizio solitamente viene indicato, il periodo temporale di riferimento, ovvero il mese e l’anno della busta paga in oggetto.
Nella parte alta si trovano, invece, tutte le informazioni inerenti la data di inizio e di cessazione del lavoro, oltre ad alcune caselle riguardanti gli scatti di servizio.
Nella parte centrale ci sono tutti i dati che specificano se il contratto sia a tempo pieno o part-time. In quest’ultimo caso è specificato quale sia la percentuale del contratto part-time rispetto a uno a tempo pieno.
Nella parte inferiore del frontespizio, infine, sono presenti tutti i dati relativi alla paga, nonché la retribuzione totale da versare.

Corpo della busta paga con i vari elementi

In questa sezione è presente una tabella che ha sulla prima riga varie indicazioni: codice, descrizione, tempo, valore, competenze ed eventuali trattenute.
Ad ogni descrizione corrisponde un codice di riferimento, mentre nella colonna del tempo sono indicati le ore o i giorni di lavoro svolti. Il valore, invece, equivale al prezzo di ciascuna ora lavorativa. Effettuando una moltiplicazione tra il tempo (ore lavorative svolte) e il valore (paga per ogni ora di lavoro) si possono ricavare le competenze.

Presenze mensili

In questa parte del cedolino è presente una tabella che indicherà in maniera precisa e accurata quali siano stati i giorni di lavoro effettivamente svolti. Per ogni giorno, oltre a indicare se il dipendente ha lavorato, si può precisare quali siano state le ore lavorative.
In realtà, nella compilazione della busta paga questa parte può essere omessa, anche se il consiglio è quello di effettuare una compilazione che possa essere quanto più precisa possibile e di conseguenza aggiungere tutti i dati in possesso.

Netto da pagare

In quest’ultima sezione, partendo dall’importo lordo si effettuano degli opportuni calcoli che portano alla cifra netta da pagare.
Questo valore sarà indicato, nella parte di destra del cedolino.
Infine, nella parte finale della busta paga dovranno essere presenti sia la firma del datore di lavoro sia quella del lavoratore.

Ad ogni modo se si è alle prime armi con la compilazione di una busta paga con o senza Cassa Colf, o in generale con la stipulazione di questa tipologia di contratto, è opportuno affidarsi a degli esperti del settore per non incorrere in qualche errore. Noi di UPWARD abbiamo pubblicato da tempo su questo sito un servizio online per gestire gli adempimenti per la gestione di dipendenti domestici e per l’elaborazione della busta paga per colf e badanti.

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