Il consulente del lavoro e la sfida delle nuove tecnologie

Sappiamo che può sembrare ovvio, ma ormai molti aspetti della nostra vita, privata e lavorativa, sono indissolubilmente legati alla rete e alle nuove tecnologie. Fermare il progresso è impossibile, ma approfittarne è assolutamente necessario, anche perché i vantaggi che se ne possono trarre sono molteplici.

Quanti di voi hanno notato, ad esempio, la svolta tecnologia delle banche? Il fatto che i servizi online vengano sempre più caldeggiati e quelli allo sportello, invece, scoraggiati, anche perché a pagamento, rispetto ai primi, quasi sempre gratuiti? Senza dimenticare quelle banche, per così dire, virtuali, cioè senza sportelli, ma con accesso esclusivamente online.

Nel giro di una generazione i servizi bancari si sposteranno definitivamente sulla rete, a discapito di alcuni lavoratori (soprattutto quelli agli sportelli), ma favorendo altre figure professionali, come quelle dell’IT, degli esperti di software e del telelavoro. Proprio il telelavoro, cioè il lavoro da casa, a distanza, rappresenta il futuro di molte compagnie: già oggi sono diverse le professioni che si svolgono quasi esclusivamente con questa formula (ad esempio, quelle di redazione e traduzione). La Banca Intesa Sanpaolo si sta muovendo in questa direzione, il cui unico neo potrebbe essere l’ingerenza del datore di lavoro nella vita privata dei suoi dipendenti, ad esempio con videocamere, in stile Grande Fratello… anche perché, ad oggi, non ci sono ancora regolamentazioni chiare a riguardo. Non dimentichiamo, infatti, che nella revisione dell’art. 4 del Jobs Act viene riportato: «la possibilità che i dati che derivino dagli impianti audiovisivi e dagli altri strumenti di controllo siano utilizzati ad ogni fine connesso al rapporto di lavoro» probabilmente anche disciplinare. In ogni caso, l’ente si propone di fornire al lavoratore che opera da remoto tutti i mezzi possibili per coadiuvarlo nelle sue attività (software, computer, connessione, etc…). Anche perché, con questo tipo di lavoro, l’abitazione si trasforma, per così dire, almeno in una certa percentuale nel luogo di lavoro, senza però aver bisogno di uscire di casa.

Ma aldilà degli scenari Orwelliani del caso, molte sono le professioni che già oggi possono compiere un salto di qualità, ponendosi anche come valida consulenza, anzi valido sostegno, per i propri clienti.

Il Consulente del lavoro è proprio tra queste figure. Perché?

Prima di tutto perché la figura del professionista che accoglie il cliente nel suo studio è ormai superata: lo spostamento e il tempo impiegato sia dal cliente che dal consulente possono essere risparmiati da una web conference, ad esempio.

Il modo stesso in cui il sito del professionista è organizzato permette al cliente un veloce e sicuro accesso per controllare e scaricare tutti i documenti di cui ha bisogno. Inoltre, i nuovi software aiutano la gestione aziendale in modo molto più performante rispetto a una volta. E tutto questo incide notevolmente sull’abbassamento dei costi. In questo modo, il cliente ha la possibilità di scegliere un professionista fisicamente lontano (aumentando quindi il proprio ventaglio di opzioni), ma sempre presente virtualmente e pronto a rispondere a qualsiasi domanda.

Se desiderate un consulente 3.0 preparato, capace di farvi risparmiare tempo e denaro, in grado di fornirvi una tecnologia veloce e sicura e che sia sempre presente nonostante la distanza, allora rivolgetevi al nostro studio. Se ci contatterete telefonandoci, scrivendoci o utilizzando la chat, potremo fornirvi tutte le informazioni che desiderate e chiarire qualsiasi vostro dubbio in merito.

By | 2015-09-01T16:53:42+00:00 luglio 28th, 2015|Normativa sul lavoro|0 Commenti

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